Roberta Lombardi e il portafogli perduto: dov'è finito?

La capogruppo del M5S alle prese con un furto, o peggio!

Roberta Lombardi

Roberta Lombardi ha denunciato su Facebook il furto del suo portafogli, contenente, peraltro, le ricevute che avrebbe dovuto utilizzare per rendicontare una parte delle sue spese nell'ambito della sua attività politica per il Movimento Cinque Stelle.

Subito, su Facebook, nascono gruppi di solidarietà: c'è chi spinge per la colletta, chi attacca il nemico, chi esprime solidarietà alla deputata e capogruppo alla Camera del M5S.

Ma cosa è successo veramente al portafogli della Lombardi?

Ecco le cinque ipotesi più accreditate

1) Complotto! Ordito dal Pidielle-Pidimenoelle per impedire all'onorevole cittadina di essere trasparente fino in fondo. Il furto è stato commesso da uno dei dipendenti della Camera, facilmente fomentabile dai responsabili dell'inciucio, visto il taglio al suo stipendio.
2) Il portafogli è stato corroso dalle scie chimiche acide, versione più aggressiva delle più note scie chimiche. Il ph delle emissioni è tale da sciogliere anche blocchi di piombo e un meccanismo selettivo di controllo mentale consente di attaccare singoli bersagli mirati, piccoli a piacere, e di non fondere tutto il pianeta Terra.
3) Si tratta di un atto di solidarietà, che la Lombardi ha ritenuto di mascherare, fingendo il furto, coerentemente con la straordinaria umiltà che la contraddistingue. In fondo, i ladri – esattamente come il fascismo a suo tempo, – prima di degenereare con il furto non sono poi tanto male
4) Attacco hacker. Pare che un sottogruppo di Anonymous abbia superato il firewall della borsetta della cittadina-onorevole attraverso un complesso algoritmo e un'operazione di massive computing resa possibile da un elaborato software di crowdsourcing. Il gruppo ha poi inviato un messagggio di rivendicazione dell'azione sovversiva attraverso il chip sottopelle impiantato nottetempo al capo della comunicazione dei portavoce dei Cinque Stelle, Claudio Messora.
5) Il portafogli della Lombardi è nel cloud.

Foto © Getty Images

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