I sette gesti da non fare all'estero

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Ci sono gesti che magari facciamo quotidianamente, ma se riproposti in un paese straniero, magari molto lontano, sono offensivi, o ci condannerebbero a morte. Alcuni li sapevo, altri non li immaginavo, alcuni sono davvero assurdi. Su Cracked ne elencano sette, assolutamente da sapere per essere pronti a non fare figure assurde quando si va in vacanza.

Si parte dal palmo della mano aperta rivolto verso l'altra persona, che per noi può solo voler dire "no, basta così", da non fare in Grecia: il gesto, chiamato "moutza" veniva usato per esprimere disgusto, ed è proprio offensivo, tanto che per indicare cinque con le mani i Greci tengono sempre il palmo rivolto verso di se.

Poi c'è è il pollice in alto, alla Fonzie: nei paesi arabi, nell'Africa orientale e in Sud America è meglio tenerselo per se, se non si vogliono passare dei guai. Pare che voglia dire che lo si voglia infilare in quel posto. In Cina, Thailandia e Filippine non fate gli ingordi e lasciate qualcosa nel piatto al termine di un pasto. Si tratta di un'offesa al cuoco. Bisogna lasciare qualcosa, altrimenti indicherebbe che non vi è stato dato abbastanza cibo.

Invece, per le donne in Arabia Saudita non è il caso di salutare un uomo per strada: le leggi religiose del paese lo trovano altamente immorale. Per un uomo in Russia è meglio non regalare un numero pari di fiori ad una donna: i fiori in numero pari infatti sono usati solo per i funerali.

Gli ultimi due ci avvertono di non dare regali con la mano sinistra nel mondo orientale e medio-orientale, perchè quella è la mano con cui ci si puliva prima dell'invenzione della carta igienica. Infine, non usare assolutamente la mano per fare il gesto OK in Brasile, perchè anche quel gesto è l'equivalente del dito medio!

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