«No, i fiori no»: Viterbo, terminano i fiori di zucca e nel ristorante volano sedie e insulti

È bastato sapere che i fiori di zucca erano finiti per far imbestialire dei clienti seduti ad un tavolo di un ristorantino di Tobia, una minuscola frazione di Viterbo.

«No, i fiori no» avrebbe risposto uno dei clienti alla cameriera incaricata di comunicare il sold out di uno dei piatti estivi più gettonati. Subito dopo sono volati insulti (e sedie). Per rendere ancora più surreale la vicenda, sul posto è stato necessario l'intervento sia della polizia che del 118, quest'ultimo per soccorrere la cameriera che aveva accusato un malore.

La notizia riportata sul Messaggero.it racconta nel dettaglio la dinamica dei fatti:

Cosa era accaduto: alla ferale notizia comunicata da una cameriera, a un tavolo di distinti signore e signori, che i fiori che sbocciano dalle zucche erano stati esauriti dai clienti seduti in precedenza, che uno dei clienti non ci ha visto più. “No, i fiori no!”, avrebbe detto. La solerte ragazza dello staff ha tentato di giustificarsi, ma non è servito a molto. Anzi, dal tavolo qualcuno si è alzato in piedi alzando la voce; dalla cucina qualcuno è uscito - già abbastanza accaldato, ovvio - e poco dopo ne è scaturita una litigata niente male. Con tanto di sedie che mulinavano per il locale e con gli altri clienti che scappavano.

Risultato: poliziotti seduti al tavolo dello stesso ristorante per generalizzare i contendenti e paramedici del 118 arrivati in ambulanza per controllare la cameriera - sempre quella dei fiori, poverina - che aveva accusato un malore, fortunatamente di poco conto. Altro che fiori di zucca fritti, insomma. In tanti sono rimasti a digiuno sabato scorso, con il problema - quello sì da indigestione - di dover affrontare un guaio giudiziario se una delle due parti decidesse, entro i canonici 90 giorni, di presentare una querela contro l’altra.

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