Immagine generata con AI
Ci sono storie sportive che parlano di velocità, di record strappati al cronometro, di fisici al limite della perfezione. E poi c’è la storia di Dave Obelkevich, insegnante di musica in pensione di Johnson City, New York, che domenica 1° novembre 2026 correrà la sua cinquantesima maratona di New York. Ha 83 anni, e quel traguardo racconta qualcosa che va molto oltre il semplice gesto atletico.
Da spettatore curioso a protagonista instancabile
Tutto cominciò nel 1973, quando Obelkevich si trovò a Central Park a osservare una gara che allora raccoglieva meno di 400 partecipanti. La New York City Marathon era ancora una competizione di nicchia, lontana anni luce dall’evento globale che sarebbe diventata. Qualcosa in quella scena lo colpì profondamente.
Tre anni dopo, nel 1976, non era più sugli spalti: era sulla linea di partenza. Da quel momento non si è più fermato. Nelle decadi successive ha completato 49 edizioni della maratona di New York, accumulando un record di continuità che nessun altro corridore può vantare. La NYC Marathon è cambiata intorno a lui — i percorsi, le tecnologie, i numeri di iscritti, le scarpe — ma Obelkevich è rimasto un punto fermo.
I numeri di una vita in corsa
Per capire la portata di ciò che questo atleta ha costruito nel tempo, vale la pena fermarsi sui dati. Oltre alle 49 maratone di New York già al suo attivo, Obelkevich ha completato 15 altre maratone e, cosa che lascia senza parole, più di 200 ultramaratone. Il totale complessivo arriva a 115 maratone. Non è un corridore professionista. È un ex insegnante di musica che ha scelto la corsa come linguaggio parallelo alla vita.
Questi numeri non sono solo statistiche: sono la mappa di una disciplina costruita giorno dopo giorno, anno dopo anno, attraversando stagioni, infortuni, cambiamenti fisici inevitabili con l’età. Chiunque abbia mai provato a prepararsi anche per una sola maratona sa quanto sia impegnativo. Moltiplicare quell’impegno per cinquanta edizioni della stessa gara dà la misura di una dedizione difficile da comprendere razionalmente.
Cosa significa correre la maratona di New York per mezzo secolo
La TCS New York City Marathon è oggi una delle gare podistiche più famose e partecipate del mondo, con decine di migliaia di atleti provenienti da ogni continente. Attraversa i cinque borough della città, dal ponte di Verrazzano-Narrows fino a Central Park, raccogliendo lungo il percorso un tifo che pochi eventi sportivi riescono a eguagliare.
Per Obelkevich, quella gara non è mai stata solo una competizione. È diventata un appuntamento fisso, quasi un rito annuale, un modo per misurare il tempo e se stesso. Ogni edizione porta con sé un confronto inevitabile: con l’anno precedente, con le proprie aspettative, con un corpo che cambia ma non si arrende.
Detenere il record per la serie di arrivi consecutivi alla NYC Marathon significa aver attraversato decenni di storia americana e sportiva senza mai mancare all’appuntamento. È un tipo di continuità raro, che richiede non solo resistenza fisica ma anche una tenacia mentale fuori dal comune.
Cosa può insegnare Obelkevich a chi corre — e a chi non corre
La storia di questo atleta ottantatreenne contiene alcune lezioni che vanno ben oltre il fitness. La prima riguarda il tempo lungo: i risultati più significativi non arrivano da un singolo sforzo straordinario, ma dall’accumulo di gesti ordinari ripetuti con costanza. Cinquant’anni di maratona di New York sono cinquant’anni di allenamenti, di mattine in cui probabilmente non si aveva voglia di uscire, di scelte quotidiane orientate verso un obiettivo.
La seconda lezione riguarda l’età come variabile, non come limite assoluto. Obelkevich non corre per dimostrare qualcosa agli altri: corre perché quella è la sua forma di espressione, il modo in cui abita il proprio corpo e la propria città. A 83 anni, mentre molti coetanei si sono ritirati da qualsiasi attività fisica intensa, lui si prepara a percorrere oltre 42 chilometri per le strade di New York.
- 49 maratone di New York già completate prima dell’edizione 2026
- Oltre 200 ultramaratone nel curriculum totale
- 115 maratone in totale, tra cui 15 fuori da New York
- Prima osservazione della gara nel 1973, primo arrivo nel 1976
- Record assoluto per la serie consecutiva di arrivi alla NYC Marathon
Un insegnante di musica che ha scelto il ritmo della strada
C’è qualcosa di poeticamente coerente nel fatto che Obelkevich venga dal mondo della musica. Entrambe le discipline — la musica e la corsa di fondo — richiedono una relazione intima con il tempo, con la ripetizione, con la capacità di trovare significato in gesti che si ripetono all’infinito. Un insegnante di musica conosce bene il valore della pratica quotidiana, della pazienza, della progressione lenta ma inesorabile verso la padronanza.
Forse è proprio questa formazione a spiegare, almeno in parte, come un uomo di Johnson City sia riuscito a costruire nel corso di cinquant’anni qualcosa che pochi atleti professionisti possono vantare: una relazione autentica, duratura e mai interrotta con una delle gare più iconiche del mondo.
Domenica 1° novembre, quando Dave Obelkevich attraverserà il traguardo della sua cinquantesima maratona di New York, non starà solo completando una gara. Starà chiudendo un cerchio che ha richiesto mezzo secolo di vita per disegnarsi — e che, conoscendo lui, potrebbe non essere ancora del tutto chiuso.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
