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C’è un disco del 1976 che molti appassionati di musica italiana e brasiliana non hanno mai sentito nominare, eppure porta le firme di tre artisti straordinari: Ornella Vanoni, Toquinho e Vinícius de Moraes. Si intitola La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria, fu pubblicato su etichetta RCA Victor e rappresenta uno di quegli incroci rari tra culture musicali diverse che il tempo tende a seppellire sotto strati di dimenticanza. La storia di questa collaborazione, e della sua riscoperta, dice qualcosa di importante su come certi incontri artistici riescano a sopravvivere a se stessi.
Un album nato dall’incontro tra Italia e Brasile
Ornella Vanoni, nata a Milano il 22 settembre 1934 e scomparsa nella stessa città il 21 novembre 2025, aveva una capacità rara di attraversare i generi senza perdere la propria identità vocale. Quando nel 1976 si trovò a collaborare con due musicisti brasiliani di quella statura, il risultato fu qualcosa di difficilmente classificabile: non jazz, non bossa nova, non canzone italiana nel senso più tradizionale del termine, ma un’alchimia che conteneva tutto questo insieme.
Dall’altra parte del progetto c’era Vinícius de Moraes — nome completo Marcus Vinícius da Cruz de Mello Moraes — poeta, compositore e musicista nato a Rio de Janeiro il 19 ottobre 1913 e scomparso nella stessa città il 9 luglio 1980. Soprannominato O Poetinha, «il Piccolo Poeta», era già una figura leggendaria della musica brasiliana quando registrò questo album con la Vanoni. Al suo fianco, come spesso accadeva in quegli anni, c’era Toquinho, il cui vero nome è Antônio Bondeolli Pecci Filho: cantante, chitarrista e compositore brasiliano, la cui presenza dava all’intero progetto una solidità ritmica e melodica inconfondibile.
Cosa contiene La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria
Il disco include brani che mostrano quanto fosse ambizioso l’incontro tra ornella vanoni, toquinho e vinícius de moraes. Tra i titoli confermati ci sono La Voglia, La Pazzia — conosciuta anche con il titolo alternativo Se Ela Quisesse — Samba per Vinicius e Anema E Core. Tre pezzi che già nei titoli raccontano la doppia anima di un progetto che non ha mai smesso di affascinare chi lo incontra.
La presenza di Anema E Core è particolarmente interessante: il brano figura nell’album come parte di una scaletta che mescolava atmosfere e registri molto diversi tra loro. Le fonti disponibili confermano la sua inclusione nel disco, ma non specificano ulteriori dettagli sull’origine o sulla lingua del testo.
- La Voglia, La Pazzia (anche nota come Se Ela Quisesse)
- Samba per Vinicius
- Anema E Core
La riscoperta: dal vinile RCA al reissue del 2020
Per decenni, La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria ha circolato principalmente tra collezionisti e appassionati di vinile. La collaborazione tra ornella vanoni, toquinho e vinícius de moraes era rimasta un capitolo di nicchia, conosciuto da pochi e difficilmente reperibile. Poi, nel 2020, è arrivato un reissue su etichetta Belpaese — codice catalogo BELP007 — in formato vinile white label, con stampa a mano. Un’edizione volutamente artigianale, pensata per chi sa già cosa sta cercando.
Questo tipo di riscoperta non è una novità nel mercato discografico contemporaneo: il ritorno del vinile ha riportato alla luce decine di collaborazioni dimenticate, soprattutto quelle che avevano attraversato confini geografici e culturali. Il caso di questo album rientra perfettamente in quel filone, con la differenza che qui la qualità artistica giustifica ampiamente l’attenzione.
Ottobre 2026: una canzone arriva sulle piattaforme digitali
Il nome di questa collaborazione è tornato di attualità nelle ultime settimane. Il 23 ottobre 2026, il brano Nun è peccato è arrivato sulle piattaforme radio e digitali con un collegamento esplicito al progetto che univa ornella vanoni, toquinho e vinícius de moraes. Le fonti disponibili confermano la data di uscita del brano, ma non specificano se si tratti di un inedito assoluto, di una traccia già presente nell’album del 1976 o di una registrazione con una provenienza diversa. È un dettaglio importante, che vale la pena tenere presente prima di parlare di «inedito ritrovato»: ciò che è certo è che il brano ha raggiunto il pubblico digitale in questa data, e che porta con sé l’eco di quella collaborazione storica.
Quello che invece non è in discussione è il valore del progetto originale. Quando tre artisti di quella levatura si incontrano in studio, il risultato non smette di essere interessante solo perché il disco non ha avuto la distribuzione che meritava. La musica registrata da Ornella Vanoni, Toquinho e Vinícius de Moraes nel 1976 ha una coerenza e un’identità che spiegano da sole perché qualcuno abbia deciso di rimetterla in circolazione, prima con il reissue in vinile, poi — almeno in parte — attraverso i canali digitali.
Ornella Vanoni non c’è più, ma la sua voce in quel disco continua a raccontare qualcosa: la curiosità di un’artista che non si è mai accontentata di restare dentro i confini di un solo genere, e la capacità di O Poetinha e di Toquinho di costruire ponti sonori tra mondi apparentemente lontani. Certi incontri, anche se dimenticati per anni, trovano il modo di tornare.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
